Medicine prodotte con l’ingegneria genetica

Le medicine sono delle sostanze che alleviano e, nel migliore dei casi, guariscono dalle malattie. Alcune medicine sono delle proteine umane, prodotte grazie all'ingegneria genetica.

Un determinato gene umano viene inserito in un anello DNA (plasmide) che viene trasferito nei batteri. Grazie al gene umano, i batteri producono la relativa proteina umana, che può essere poi isolata dai batteri, purificata e utilizzata come farmaco.

Troverai ulteriori informazioni su questo nel capitolo: Introdurre un gene umano in un batterio.

Nel 1982 negli USA è stata autorizzata la prima medicina prodotta con l'ingegneria genetica: l'insulina umana destinata a curare il diabete. Da allora si sono aggiunte molte altre medicine prodotte attraverso l'ingegneria genetica, come: quelle per combattere l'anemia (carenza di globuli rossi), l'emofilia A (difetto nella coagulazione del sangue), alcune malattie polmonari e nervose, i disturbi della crescita, la poliartrite (infiammazione delle articolazioni) e molte altre.

Più sicurezza grazie all'ingegneria genetica

Se una proteina umana  è estratta dal sangue o dai tessuti di esseri umani (o da animali), si corre il rischio che con la proteina si trasmettano ai pazienti delle malattie. Quando invece si produce una proteina nei batteri, grazie all'ingegneria genetica, questo rischio è escluso.

Un esempio:

  • In passato l'ormone della crescita, destinato a curare i bambini affetti da nanismo, veniva estratto da una determinata parte del cervello di persone decedute, di solito persone di età avanzata. Alcuni dei bambini così curati sviluppavano delle malattie cerebrali gravi, trasmesse accidentalmente con l’ormone. Oggi i bambini affetti da nanismo vengono curati con l'ormone della crescita prodotto in batteri geneticamente modificati. In questo modo si può evitare il rischio che i bambini contraggano una malattia cerebrale attraverso la medicina.

Quantità sufficienti grazie all'ingegneria genetica

Molte delle proteine utili in medicina sono difficili, se non impossibili, da estrarre dal sangue o da tessuti umani (o animali). Attraverso le cellule geneticamente modificate si possono invece produrre le proteine in quantità praticamente illimitata.

Un esempio:

  • L'interferone alfa è una medicina utile per curare l'epatite, l'AIDS e alcune forme di cancro. Servono 40'000 litri di sangue per estrarre un grammo di interferone alfa. Oggi l'interferone alfa può essere convenientemente prodotto da batteri geneticamente modificati.

Meno effetti collaterali grazie all'ingegneria genetica

Le proteine ad uso medicinale, estratte da tessuti animali, non sono sempre identiche alle proteine prodotte da un uomo sano. Invece, le proteine prodotte dalle cellule di mammiferi geneticamente modificate sono molto simili o addirittura identiche a quelle prodotte dal corpo umano. Per questo motivo sono meglio tollerate dai pazienti.

Medicine dal latte animale, uno sguardo al futuro

In Scozia dei ricercatori sono riusciti a ottenere una pecora geneticamente modificata che produce, nel latte, quantità relativemente elevate di una proteina umana utile per la cura di una grave malattia polmonare. L’unica differenza rispetto alle altre pecore è che il suo latte contiene una proteina in più. Il latte viene raccolto con la mungitura, e la proteina viene poi isolata dagli altri componenti del latte. Bastano 2000 pecore transgeniche per soddisfare il fabbisogno mondiale di questo farmaco. Questo tipo di produzione farmaceutica si chiama "gene pharming".

Medicine dalle piante

Nel laboratorio d’ingegneria genetica esistono già: sono piante geneticamente modificate che producono proteine umane, le quali potranno forse un giorno essere utilizzate in medicina.

Un esempio:

  • Trasferendo due geni umani nella pianta di tabacco, dei ricercatori sono riusciti a farle produrre una proteina chiamata emoglobina. Esistono anche delle piante di mais e di soia che producono nei loro semi delle proteine del sangue e anticorpi molto utili in medicina.